Il dossier Matlock [Ludlum-ology #3]

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La maratona di lettura dedicata a Robert Ludlum continua con il suo terzo romanzo, “Il dossier Matlock”, datato 1973.

La cornice non è molto diversa da quella del precedente “Striscia di cuoio”, di cui potete leggere qui il nostro commento. Infatti ancora una volta i servizi segreti si affidano ad un privato cittadino, il giovane docente universitario James Matlock, per tentare di infiltrarsi nelle maglie di una organizzazione criminale che opera a livello nazionale nel traffico di droga, nel gioco d’azzardo e nella prostituzione, utilizzando come basi per le proprie attività i campus delle più importanti università del nord est americano.

Uno contro tutti. Ma con stile.

Come è facile intuire, Matlock si troverà ad affrontare situazioni al limite delle sue capacità, senza poter usufruire di quell’appoggio che le autorità sarebbero evidentemente tenute a fornirgli.
Come accadrà nei thriller del discepolo Grisham, il protagonista però trasforma l’abbandono in un’arma a proprio vantaggio. Per poter continuare senza intralci e obblighi la propria missione, che da “ufficiale” si trasforma in “personale”.

Università

L’ambiente universitario Ludlum lo conosce bene per aver frequentato un ateneo non molto dissimile da quello descritto nel romanzo. E dell’ambiente universitario Ludlum riprende il fervore e le tensioni che a inizio anni settanta ancora animavano le comunità studentesche.

E così compaiono, in versione edulcorata, tensioni razziali, movimenti al limite della legalità e accenni alla liberalizzazione dei costumi.

In versione edulcorata. Forse troppo. Perché alcuni accadimenti violenti di alto impatto emotivo sembrano scorrere via con eccessiva facilità, nello spazio di poche pagine.

Conclusione

Un bel passo in avanti verso il thriller complesso. Con personaggi ficcanti, ben delineati e finalmente dotati di un pensiero autonomo e di una psicologia minimamente approfondita.

Manca un po’ di definizione del quadro generale. Forse i primi contratti editoriali di Ludlum lo obbligavano a romanzi non troppo estesi, chi lo sa. Le trecento pagine di “Il dossier Matlock” potevano tranquillamente essere raddoppiate a partire dalla stessa trama.

Si, adoro i libri lunghi.

P.S.

Mi viene il dubbio che Amazon faccia anche servizio di “svuotamento cantine e magazzini”. E che i prezzi bassi talvolta derivino da quell’attività.

Ecco come è diventato il mio libro a fine lettura. Forse la lunga permanenza negli scatoloni, nei seminterrati del gruppo RCS, ha fatto la sua parte.

La raccolta a fascicoli di "Il dossier Matlock"

La mia raccolta a fascicoli di “Il dossier Matlock”

 

72% Gustoso

Terzo romanzo, bel passo avanti. Qualche pagina in più non avrebbe guastato. E avrebbe dato all'autore modo di approfondire situazioni spesso appena sorvolate.

  • 72 %

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Harbor master

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