“Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen”, Erik Larson. Due piccioni con una fava.

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A volte gli acquisti impulsivi regalano delle belle sorprese. Come nel caso di questo “Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen”, libro del 2006 comprato in offerta per Kobo ad un prezzo tale da evitare qualsiasi pentimento anche in caso di insoddisfazione.
Ok il prezzo, ma anche il titolo. Lungo, intrigante e sgangherato: chi è Cora Crippen? E cosa potrà mai avere a che fare con un omicidio il nostro Marconi?

Presto spiegato. “Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen”, o meglio “Thunderstruck” come recita il titolo originale, non è un romanzo. Il libro di Erik Larson è un lungo ed interessantissimo montaggio incrociato tra due storie vere, l’una di cronaca, l’altra di più ampio respiro storico, che non si svolgono nemmeno in contemporanea, e che a dire il vero sono totalmente indipendenti.

Londra assassina

Cronaca, si diceva. Cronaca nera. Nella Londra di inizio novecento è ancora fresco il ricordo di Jack Lo Squartatore. E ci voleva la strana vicenda del dottor Crippen per ridare alla stampa materiale su cui chiacchierare.
Un uomo timido e riservato di nome Harvey Crippen; una moglie, Cora, troppo esuberante e inadatta; la giovane e tenera amante Ethel. Il classico “lui, lei e l’altra”. Se non fosse che la storia si chiude nel più tragico dei modi.

Il caso fu di quelli che fecero scalpore e che lasciarono il segno nella cultura popolare inglese. Cercate su Google e ve ne renderete conto. Larson rispolvera giornali d’epoca, spulcia verbali di polizia dimenticati e ricostruisce con cura maniacale ogni singolo movimenti dei protagonisti di questa tetra storia di cuore e sangue.

La radio e il suo inventore

La seconda storia di cui Larson segue il percorso è quella di Guglielmo Marconi e dei primi passi dell’invenzione della radio.
Marconi ci viene presentato dapprima da bambino, poi durante i suoi primi esperiementi con l’elettricità in granaio, poi durante il suo ingresso nel mondo imprenditoriale e via via nel suo tortuoso viaggio attraverso notorietà e ricchezza.

Da totale ignorante circa la biografia di questo illustrissimo italiano, sono rimasto a bocca aperta nello scoprire per esempio che il genio di Marconi era tutto empirico. Niente studi, niente teoria. Lui stesso si chiese, in uno slancio di umiltà che non gli era affatto proprio, come avesseero potuto assegnarli il premio Noble quando non aveva alcuna base di studi a sostenere le sue importantissime invenzioni.

Intreccio tra due storie

Larson intreccia le due vicende in modo del tutto arbitrario. E per lunghi tratti non si capisce dove si vada a parare con questa narrazione parallela. La connessione diventa palese solo in chiusura, quando l’utilizzo della radiotelegrafia prende un ruolo determinante nella caccia ai fuggitivi el caso Crippen.

Davvero interessante

Interessante. Istruttivo.

“Guglielmo Marconi e l’omicidio di Cora Crippen” mi ha veramente intrigato. Se la vicenda dell’omicidio è solo una versione su carta di una puntata di Porta a Porta (ma senza Crepet, la Bruzzone e Vespa), la storia di Guglielmo Marconi me la sono gustata con la curiosità dell’ignorante in materia che scopre l’acqua calda. E che scopre anche (di nuovo l’ignoranza e l’impreparazione dominano) quanto una biografia possa essere avvincente, se gestita in modo furbo, cosa che Larson sa fare.

Gli anni a cavallo del 1900 furono un’epoca d’oro per la scienza e la tecnologia. E volumi come questo contribuiscono a dare il giusto lustro a un periodo tanto affascinante quanto ormai prossimo all’oblio.

Non è l’unico volume di Larson ambientato in quegli anni. Peccato sia l’unico tradotto in italiano. La caccia all’edizione originale è aperta.

80% Istruttivo

Due vicende reali: una di cronaca al limite del giallo, una di storia della scienza. Due piccioni con una fava.

  • 80 %

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Harbor master

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