Musica Nuda. Magoni e Spinetti a Valeggio sul Mincio.

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Ok gli Aerosmith, ok gli Extreme, ok gli Scorpions, ok i Soundgarden, ok i Wolfmother. Ok lo spirito rock e le grandi arene. Le sere estive, però, pretendono anche un pizzico di classe. E quando mi è stato proposta l’idea di sentire dal vivo Musica Nuda, ho detto di sì al volo. Nessuna esitazione.

Magoni e Spinetti si sono esibiti nella piazza del municipio di Valeggio sul Mincio all’interno del cartellone di Verona Folk 2014, rassegna di musica di qualità meritatamente giunta alla sua decima edizione. Rassegna che tra l’altro ha già ospitato i due in passato, al castello di Montorio se non ricordo male.

Location perfetta

Non è difficile immaginare come possa risultare suggestiva una location come quella di una piazza di paese. Il cielo sereno, il palco spartano e senza scenografie, le sedie blu perfettamente allineate, i bar che sfornano aperitivi a pioggia nell’aria non troppo soffocante di questa estate mite.
Aggiungiamo al quadro il banchetto delle cantine locali e del consorzio Monte Veronese, che offrono ai partecipanti Custoza, Chiaretto e assaggini di formaggio, ed il gioco è fatto.

Musica Nuda - Verona Folk 2014, Valeggio su Mincio

Foto da cellulare, sia chiaro! Credo renda l’idea.

Il pubblico, come sempre in queste occasione, è dei più vari, per età, abbigliamento, modo di fare e di esprimersi. Un prodotto così trasversale, seppure di nicchia, come Musica Nuda, non può che raccogliere sotto il proprio palco una vera e propria piazza italiana.
Molti i giovani, comunque. E molti i musicisti.

Musica nuda cresce

Il progetto musicale di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti è cresciuto molto nei suoi dieci anni di vita. Il facile gioco (facile per la sua novità, al tempo) del riarrangiamento per contrabbasso e voce di pezzi di successo, ha lasciato il posto ad una produzione originale sempre più corposa. Le collaborazioni con compositori di spicco della musica italiana si sprecano (nel senso buono!) e nel 2013 i due sono arrivati perfino a registrare con un’orchestra.

Non si può quindi che salutare con successo l’uscita dalla scaletta di tormentoni della prima ora come la strapazzatissima “Guarda che luna”, per esempio. Che ha lasciato il posto a cover più frizzanti come la riuscita “Don’t worry, be happy”, pezzo di chiusura che regala al pubblico un ruolo attivo tutto meritato.

Concerto

Ineccepibili. Impossibile trovare difetti nelle esibizioni di questi due.

E se qualche intoppo tecnico ha imposto al pubblico un fastidioso brusio sulle corde più gravi del contrabbasso, sicuramente la cosa non è imputabile agli artisti.

Ferruccio Spinetti rispetto al passato fa meno il giullare evitando di rubare il microfono dalle mani della collega. Peccato, perché ha un umorismo sincero e pacato che non stanca mai. Se ne sta  invece buono buono sulla sua mattonella. Ad accarezzare le corte del suo strumento. Docile e morbide anche quando azzarda un minuto di distorsore.

Petra Magoni, invece, domina la scena senza timori. Quante imperfezioni ho trovato? Una? Forse due? Ma ci vuole un microscopio per scovarle. un microscopio e una gran dose di pedanteria, visto l’improponibile livello tecnico al quale si esibisce.
L’unico appunto che mi sento di fare è quello che anche nelle precedenti occasioni avrei fatto: la Magoni è costantemente a tavoletta e non offre né a sé stessa, né al pubblico, un secondo di sospensione rispetto al virtuosismo. Ogni strofa è arzigogolata, ogni ritornello uno sfoggio di controllo.
Personalmente credo paradossalmente che qualche strofa cantata “piana” darebbe ancora più risalto alle capacità della cantante nel momento in cui potesse esprimere il proprio crescendo tecnico. La magica “Hallelujah” di Cohen potrebbe essere più densa di emozioni, se cantata, almeno per una parte, con meno spinta tecnica.
Si tratta di opinioni, comunque. E lo sbilanciamento tra i ruoli dei due protagonisti la dice tutta sulle intenzioni artistiche di Musica Nuda.

Menzione obbligatoria anche per Ilaria Fantin e i suoi interventi all’arciliuto, strumento antico inserito senza fatica nel contesto rarefatto di Magoni e Spinetti.

Conclusione

Con Musica Nuda non si sbaglia mai. Appassionati di musica o semplici curiosi non possono che apprezzare con un bel sorriso disteso stampato in volto l’ora e mezza (o poco meno) di concerto offerto dalla coppia di artisti. E poco importa se si arriva preparati o meno sulle loro ultime produzioni in studio.

Suoni morbidi, voce educata, arrangiamenti poco invadenti. Musica per tutti. E, se mi conosco almeno un po’, so già che al loro prossimo passaggio estivo sarò di nuovo lì.


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Harbor master

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