“Undateable”. La difficile, se non impossibile, arte del rimorchio.

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Ideata da Bill Lawrence, noto già anche dalle nostre parti per Scrubs e Cougar Town, Undateable è una sit-com che ha debuttato qualche giorno fa sull’americana NBC con i primi due episodi trasmessi back-to-back. Lo ammetto: nell’oceano infinito delle serie televisive, ci sono capitato addosso praticamente per caso ma, almeno per ora, non me ne pento. Il contesto è elementare: Doug, trentenne single e incorreggibile donnaiolo, a causa del cambio di coinquilino finisce per frequentare un nuovo gruppo di personaggi undateable, tutti sfig… outsiders nel mondo delle relazioni sentimentali e sessuali. Doug è interpretato da Chris D’Elia, comico abbastanza celebre negli States già protagonista di Whitney (sit-com che da noi non ha mai avuto un gran riscontro) che sfoggia un look a là Hugh Jackman in Wolverine ed è fondamentalmente l’ennesimo epigono di Charlie Harper o Barney Stinson, anche se non possiede né il cinismo del primo né la strategia del secondo. Al suo fianco troviamo Bianca Kajlich (l’unico volto abbastanza riconoscibile da noi grazie a Le Regole dell’Amore), nel ruolo della sorella divorziata, e un quartetto di volti semi-sconosciuti nel ruolo dei losers di turno. Le disabilità relazionali sono varie: dal troppo sensibile al troppo nerd, dal troppo grasso al troppo confuso, passando per tutta una serie di dolorosi stadi intermedi di friendzone.

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I primi due episodi si buttano a capofitto nel territorio del supporto e dell’amicizia maschile e le dinamiche sono evidentissime: da un lato c’è Doug che trasmette coraggio ai timidoni mentre dall’altro lui stesso è costretto a fare qualche riflessione sulla propria natura individualista e solitaria. Lo stile di Undateable è molto classico: un setting multicamera, risate pre-registrate, due location praticamente fisse (l’appartamento di Doug e il bar di Justin), personaggi volutamente stereotipati e un umorismo che per ora punta più sulla situazione che altro, anche se la comicità abbastanza fisica di D’Elia apre ogni tanto a qualche siparietto un po’ più folle. Le prime recensioni statunitensi, quando sono negative, puntano il dito sulla generale mancanza di originalità, mentre personalmente credo che il prodotto Undateable in sè sia stato volutamente concepito come una variante su temi classici e finora ho intravisto discrete possibilità di interazione fra i personaggi del cast. E la Kajlich resta un signor milfone.

70% Stuzzicante!

Una sit-com sui losers creata da Bill Lawrence, quello di Scrubs e Cougar Town. Doppi sensi, bromance e quel milfone della Kajlich. Potrebbe funzionare.

  • 70 %

Autore

Amity Island Mayor

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